06 ott 2011

Fashion Food #1 - Rosa come salmone

Menu: fatto.
Tavola: fatto.
Fiori: fatto.
Pulizia della casa (e occultamento dei vari scheletri): fatto.
Manca qualcosa... Ah già: ma cosa mi metto?

Ecco la domanda che trascuriamo, la domanda che ci dimentichiamo quando invitiamo qualcuno a cena. Perché passiamo ore a decidere cosa cucinare, come servire e come addobbare, consultiamo tutti i blog di cucina al mondo (soprattutto questo), svaligiamo le edicole di tutte le riviste di cucina e persino chiediamo aiuto a Santa Benedetta Parodi da Italia 1 a La 7.
Poi però dimentichiamo la parte più importante.

Certo, non nascondiamoci: se invitiamo gente a cena è anche per mostrare il meglio di noi. Altrimenti invece di passare ore ai fornelli e tirare fuori il servizio buono, si potrebbe risolvere il tutto con la pizza ordinata dall’egiziano sotto casa mangiata nel cartone (senza ricorrere neppure alle posate, perché chiediamo di portarcela già tagliata).
E allora, studiamo il menù, la sua presentazione ma anche il nostro aspetto!


Il menù di Alessandro ricorda il mare, i sapori freschi un po’ ricercati di una cena sotto le stelle in un ristorantino della Costa Azzurra e il rosso bruciante della notte.  Rosso. Colore che predomina in questo menu con alla base tonno e salmone.
Calma però. Niente idee strane: lasciamo l’abito rosso nell’armadio. Bello si, ma se la serata non è quella giusta, solo Giselle Bundchen quando esce dalle acque di Copacabana se lo può permettere.
I comuni mortali, no. Cena dai sapori particolari quindi, ma non per questo si deve esagerare con scelte di stile troppo “in tono” con i sapori (quindi non abbiniamo i colori dei nostri vestiti alle pietanze!).
Cara donna (ma tranquilli, poi arriviamo anche agli uomini) focalizziamoci sulla scarpa. Con tacco. Alto. Magari una scarpa che non passa inosservata, unico tocco esagerato dell’abbigliamento per la serata. Perché la cena è già molto particolare ed elaborata, non rendiamola oltremodo barocca con altri elementi che ci ricordano quelle lugubre atmosfere di un pranzo di nozze da 10 ore. Se sei alta, un bel tacco ti rende irraggiungibile, se sei bassa (e magari burrosa come il Lurpack al banco frigo) ti slancia il fisico e, perché no, anche l’ego.

Christian Louboutin www.christianlouboutin.com
Tanto lo sappiamo tutti che quando arrivano gli ospiti ti vuoi sentir dire “sei meravigliosa” (se lo dice il tuo compagno non vale: conflitto di interesse).
Qualora le pietanze che hai cucinato non risultassero come quelle nelle foto di questo blog, poco importa, ci hai provato, e soprattutto hai già ottenuto la tua vittoria.  E nell’ottica della semplicità, una cena come questa può essere accompagnata da un  semplice pantalone, lungo. Tanto sei a casa tua. Jeans, se gli invitati sono amici di scorribande o di tessuto nero se gli invitati sono un po’ meno informali (magari quelli stretch con zip alla caviglia di Moschino).  Infine condisici tutto con lo stesso stile minimal che non significa minimo ricorso alla stoffa, ma una camicia bianca con o senza colletto, basta rifarsi allo stile sempre elegante di Dior (ma se Dior non rientra tra le portate servite dal nostro portafogli, fai un bel giro da Zara tenendo ben stampato in testa di cercare qualcosa dello stesso genere).

Dulcis in fundo, lui, il re del focolare domestico. Anche per te, scarpa (perché la devi mettere anche se stai a casa tua e le pantofole o le infradito che usi in palestra non valgono): lucida (e possibilmente pulita),  tipo mocassino Prada che è sempre elegante (e si sa, con un paio di scarpe eleganti non si sbaglia mai). Se hai cucinato tu non indossare scarpe troppo elaborate, ma se il cuoco è qualcun altro, allora ti è concesso di esagerare con calzature che attirano un po’ l’attenzione come quelle di Vivienne Westwood, Lady incontrastata (lo è anche di fatto) dell’esagerazione.
Perché lo sappiamo tutti che, anche se non cucini, anche tu vuoi attirare un po’ l’attenzione e sentirti dire: stai benissimo! Non nascondiamoci dietro un gambo di sedano: la vanità è il peccato preferito di tutti. Uomini soprattutto.
Corneliani www.corneliani.it

Se non hai le fattezze di Babbo Natale, pantalone a sigaretta in stile Corneliani (qualora invece il bambino che porti in grembo non ti consentisse di indossare il pantalone a sigaretta, va bene un qualsiasi pantalone in tessuto… purchè non hawaiano).
Infine camicia (scegli tu il colore, tanto il pantalone te lo devi mettere nero). Mi raccomando, arrotolare le maniche è consentito solo alla sagra dell’asparago di Cantello o a cene estremamente informali alla presenza di amici con cui il mese precedente al mare mangiavi il frittatone di cipolle in spiaggia.

E infine un bel calzino colorato è la giusta guarnizione al tuo piatto. Gallo ovviamente.  Sono certo che le pietanze che cucinerete, cuochi provetti più di me, saranno apprezzate più di ciò che la mia fantasia ai fornelli riesce a partorire, ma ricordate che, anche la vostra scelta di stile concorrerà a insaporire i piatti.

Niente ‘ndo cojo cojo dell’ultimo minuto fatto davanti all’armadio. Provate a servire le vostre opere culinarie su un piatto di plastica e vi accorgerete come queste perderanno magia e anche sapore.
Ecco, ricordiamoci di non essere piatti di plastica perché si sa, quelli, finiscono sempre nella spazzatura. Ciò che conta comunque è restare se stessi e sentirsi a proprio agio. E non pensiamo che tirare fuori il vestito buono tipo prima comunione sia la panacea di tutti i mali. Perché la naftalina si sente. Anche in cucina.

Se avete bisogno compulsivo di fashion, consigli o soltanto voglia di farmi qualche domanda potete scrivermi qui 

Antonio. 





                                                                                                           

6 commenti:

  1. urca! benvenuto antonio!
    bello, mi piace questo inizio :))))

    RispondiElimina
  2. ciao, scusa ma non sto capendo più niente. Chi ha scritto il post? Alessandro, Antonio o una donna?
    Adesso me lo rileggo con calma, comunque il menù mi piace moltissimo.

    RispondiElimina
  3. Credo abbia iniziato Alessandro per poi passare la parola ad Antonio...mmm...Buon giovedì anche a voi! :)

    RispondiElimina
  4. Ragazze!!! Io mi sono occupato solo del food! Al fashion battiamo le mani ad Antonio! Mi fa piacere che vi piaccia! Anzi spargete la voce e scrivete anche ad Antonio!
    Grazie bellezze!!!

    RispondiElimina
  5. Bel post, non di solo cibo si può vivere! :-)
    Concordo sul fatto che anche il sapersi vestire a modo quando si invitano persone a cena sia indice di buone maniere e del saper essere un buon ospite. Purchè non si cada sulle serate "a tema", o tutte "in tono", che secondo me sono tremende!
    In una meravigliosa scena finale del film "Benvenuti in casa Gori" la protagonista racconta alla sorella di aver visto una puntata di "Sentieri" in cui a una cena bianca e rosa con menù tutto bianco e rosa e tavola apparecchiata in bianco e rosa arrivano gli ospiti vestiti di bianco (uomini) e rosa (donne). Tutto intonato al menù. E a quel punto il marito - fuori campo - urla: "Oh! Meno male non avevan messo la tovaglia marrone, sennò gli toccava mangiare m...!" :-D -Tom

    RispondiElimina
  6. Caro Tom (e carissimi tutti/e), hai proprio ragione. Non si vive solo di cibo, ma anche di tutto ciò che il buon gusto (in tutti i sensi) sanno offrire. La battuta del film che hai citato non poteva essere più azzeccata e divertente! Poi si sa... il bianco slarga. Un abbraccio a tutti. Antonio

    RispondiElimina