29 dic 2011

E pure questo è andato - Fashion & Food #11


L’anno sta finendo e non si può fare a meno di parlare dei festeggiamenti dell’ultimo dell’anno.
Troverete sul blog di Alessandro tanti consigli per cucinare pietanze squisite e concludere in bellezza l’anno. Tuttavia se, come me, all’ultimo dell’anno (come anche il primo e tutti gli altri giorni) non brillate di grandi capacità ai fornelli, concentratevi sulla vostra immagine.

27 dic 2011

Trancetto di baccalà con verdurine e profumo di vaniglia


Prima di tutti tanti auguri a tutti voi!
Immagino che dopo il Natale avrete tutti la pancia gonfissima e sarete nauseati dal cibo! Io no, non mi stanco mai, anche se da oggi ho deciso che mi metto a dieta, cioè ho deciso... ho iniziato! 


Allora questo è un piatto preNatale, un pò vigilia ma è adattissimo ad una cena chic di capodanno, che ormai insomma è la seconda tappa del periodo.
E' molto semplice e se non vi piace il baccalà potete utilizzare anche il merluzzo, basta che sia bello alto e corposo.

22 dic 2011

Il lupo di Natale - Fashion & Food #10



Credo che l’attesa che precede il giorno di Natale sia il periodo più bello dell’anno. Una ricetta fatta di stress per chiudere tutto quello che è necessario portare a termine entro la fine dell’anno, ansia da regalo, desiderio di riposo, serenità, sorpresa ma, soprattutto, voglia di cambiamento. Che periodo magico!
Purtroppo però il cambiamento si traduce in sgomento quando al primo giorno di saldi andiamo a comprare quel paio di pantaloni che abbiamo desiderato per tutto l’anno e magicamente scopriamo di essere aumentati di tre taglie. Che magia il Natale!
Succede sempre di tutto in questo periodo: si incontra il parente mai visto prima che magicamente si palesa al pranzo di Natale e che solo la bisnonna ormai defunta conosceva, si manda un sms al vetriolo all’ex che non ci rivolge la parola, si  comprano regali spendendo un patrimonio nella speranza di ricevere ciò che desideriamo e soprattutto riusciamo a sfornare una quantità incredibile di bugie.

A Natale ci trasformiamo in terribili bugiardi (soprattutto quando si parla di stile). Non ditemi che non vi è mai capitato di incontrare alla cena di Natale con gli amici, con i colleghi o con i parenti, l’amico/a, il collega o il parente vestito stile albero di Natale e dire “ma come stai bene!”. Bugiardi! Appunto.

È vero che a Natale siamo tutti più buoni, ma non appelliamoci a questa scusa per sfoderare il peggio che il nostro guardaroba può offrire. Il maglione con la renna, ad esempio, anche no! A queste cene se ne vedono di tutti i colori: dalle sperimentazioni di stile improbabili, ai maglioni 12 taglie più grande perché “mi tiene tanto caldo”. Bugia: il maglione oversize serve solo a coprire il maniglione antipanico dell’amore che si è formato dopo le varie cene e pranzi di Natale.
Come vestirsi a Natale? Lo stile varia a seconda dell’ambiente in cui siamo. Non serve mettere l’abito da sera a una cena con parenti o amici: si rischia l’effetto manichino di Zara. Basta essere sobri, anche con un paio di jeans e una camicia.
E se proprio non potete fare a meno di stupire e di godervi la favola del Natale, fate come Estella Warren nella pubblicità di Chanel n.5 e trasformatevi in Cappuccetto rosso a Parigi.
Prestate però attenzione “al vostro lupo”, qualunque esso sia: è sempre in agguato. Soprattutto a Natale.
Grazie a:

21 dic 2011

Pronti al natale? Crema di pomodori e uovo croccante


Insomma c'è da dire che in questi giorni sono stato un pò impegnato, e vi ho trascurato un pò ma ho grandi novità che bollono in pentola e di certo cercherò di trascurarvi il meno possibile!
Intanto è uscito il numero di Natale di About Food dove potete trovare un servizio sulla vigilia con le ricette del qui presente me.

Questa è una di quelle... che dite vi può piacere?

15 dic 2011

Happy holidays!!! - Fashion & Food #9


Dopo aver passato qualche giorno in giro per l’Europa (Parigi, Amsterdam, Madrid), oltre ad accumulare stanchezza, ho avuto modo di vedere una quantità smisurata di persone. E di decorazioni natalizie, visto il periodo.  
Madrid vince il premio sobrietà, o meglio, inesistenza delle decorazioni natalizie. Capisco la laicità dello stato, ma neanche le vetrine dei negozi erano decorate (salvo qualche raro caso). Sarà il clima di austerity, sarà che l’economia in Spagna non se la passa bene da parecchio, ma basta poco per decorare la casa, o il negozio o la strada.

14 dic 2011

E per la Vigilia cosa prepari?


Non pensate che sia troppo presto perchè Natale è già alla porte e la vigilia è arrivata!
Insomma come tutti gli anni fra qualche giorno (oppure già alcuni di voi ora) vi inizierete a chiedere cosa preparare la vigilia di Natale... io mi sono portato avanti ma non vi svelo nulla... 

Se volete potete vedere ricette e foto in questo numero di About Food, da pagina 42 in poi c'è un servizio sulla vigilia, ovviamente ricette mie e foto mie... non so se vi interessa dategli un'occhiata, basta cliccare sulla foto della copertina e sfogliare la rivista on line.  Un numero stupendo e pieno di sorprese!
 
 
 
C'è anche un servizio stupendo con lo chef Bruno Barbieri che ormai tutti conoscete per via di Masterchef.

Ovviamente tutte le ricette le trovate anche nella sezione ricette del blog, intanto buona lettura e grazie ad About Food.

09 dic 2011

Abu Dhabi

Immaginate una marea di sabbia e cantieri in pieno lusso sfrenato a 40 gradi!
Insomma non è male, c'è lusso ovunque e e qualsiasi cosa vuoi la riesci ad ottenere, la cosa strana è che non ho visto nessuno in giro per strada, anche perchè a parte hotel e centri commerciali non è che puoi uscire di casa a prendere il giornale in edicola.
Loro hanno l'abitudine dei centri commerciali, grandi marche, grandi ristoranti, piste da sci, insomma lusso e più lusso... però è strano boh.

06 dic 2011

La Venezia del nord


E' così che la definiscono...
Sto parlando di Amsterdam, ci sono stato il week end scorso, un paio di giorni, città piccola ma tranquilla, non molto colarata ma caratteristicam, insomma molto bella.

E molto voi leggete tutto io sono al caldo ad Abu Dhabi... ma questo sarà un altro articolo del blog!

Mi ha stupito molto la tranquillità che si respira per strada (oltre all'odoraccio che esce dai coffe shop), e ovviamente le biciclette... Appena si arriva in stazione un cimitero di biciclette, pieno zeppo!  Che poi sono pure diverse dalle nostre perchè hanno il freno a pedale e me questa cosa piace troppo.  Poi sono più comode e più belle.


Ma parliamo di cibo... no vabbè non c'è molto da parlare perchè di tipico a parte un paio di salsicce molto speziate e (per quello che ho potuto capire) la zuppa la pomodoro con le melanzane fritte dentro non c'è molto.  Mi sono piaciuti molto i formaggi, e il ham-kaas criossant era mooooooolto buono.  Poi c'è da dire che anche se il formaggio facesse schifo a me piacerebbe uguale, su questo lato sono un pò un topolino.


C'è da dire che è il formaggio tipico olandese si chiama Goudse kaas, ovvero Gouda, 50% di pura materia grassa, ma con un sapore avvolgente e fantastico.  Io ne ho portati a casa quattro tipi, ovvero il classico, quello con crema di formaggio morbido, l'affumicato e quello al timo.  Li vedete nella foto.

 

Insomma che vi devo dire, Amsterdam mi è piaciuta molto, i sui canali, i suoi formaggi le lucine rosse in giro per la città, è strana ma si iniziava a respirare già l'aria natalizia, le luci, i mercatini in giro per la città... Insomma è da visitare, una Venezia nuova, fredda ma con dei caffè dove potersi scaldare (non i coffee shop) e con una cordialità davvero unica.

05 dic 2011

Profumo di opera - special issue

 
Milano.
Teatro alla Scala.
Anteprima dell’opera di apertura della stagione 2011-2012 (la prima sarà il 7 dicembre).
Don Giovanni.
Mozart.
 
Impossibile non esserci. Il classico non stufa mai, mi ripeto mentalmente prima di affrontare tre ore e quindici minuti divisi in 2 atti. Almeno lo spero. Anzi, lo scongiuro.  
Ma se la scenografia è scarna e don Giovanni non indossa abiti tipici del ‘700 ma può scegliere, assistito dal suo servitore Leporello, tra abiti anni ’50, giacche doppio petto anni ’30 e accessori in stile anni ’80, ’90 e ’00, allora tutto cambia. 
 
La scenografia, praticamente inesistente, invita a porre l’attenzione su questi uomini e queste donne di un tempo senza tempo che indossano abiti ed accessori presi (apparentemente) a casaccio dall’armadio dei nonni, dei genitori e dei fratelli maggiori.  
Tutto in stile classico, perché si sa, don Giovanni è pur sempre un “signore”. Il classico elegante, quello non stufa mai e che sembra quasi uscito dalle collezioni di Armani. Certo, re Giorgio è sempre in mezzo; a Milano poi gioca in casa. Infatti tra i palchi serpeggiano i commenti delle sciure milanesi che dicono che i costumi curati da Brigitte Reiffenstuel siano proprio di Giorgio Armani. Con lui si va sul sicuro in effetti. Immaginate un’opera con i costumi disegnati da Levi’s. Negli Stati Uniti ce lo possiamo anche aspettare, a Milano no.
 
 
Un incrocio di stili che va a braccetto con una storia che tanto lontana dai nostri tempi non è. Quanti don Giovanni abbiamo incontrato nella nostra vita? E quanti ne incontreremo, uomini o donne che siano. Stupendo vedere sul palco donna Elvira, sedotta e abbandonata dall’uomo che ama (quanti flashback avranno le lettrici in questo momento – ma anche i lettori), che cammina sul palco con un abito anni’50 e con sè due valigie a quattro ruote, come quelle che si vedono spinte e trascinate in giro per gli aeroporti o le stazioni. In che anno siamo? Non lo so, non lo voglio neanche sapere. L’amore, la seduzione e l’abbandono sono senza tempo.
 
La storia procede abbastanza veloce. Le tre ore e quindici minuti quasi non si sentono. Alla fine siamo tutti don Giovanni, donne Elvira un po’ sfortunate e Leporelli, servitori di padroni ingrati e soprattutto senza scrupoli. Facile immedesimarsi non solo nei personaggi ma nell’opera stessa.
 
Pentiti! Grida il fantasma del Commendatore a don Giovanni. Pentiti! Le fiamme dell’inferno si aprono. Lui ha fatto soffrire tante persone ed è giusto che sia lui ora a soffrire. Pentiti!
Niente. Non si pente. Ma alla fine chi sarà a sprofondare nelle fiamme dell’inferno? Chi l’avrà vinta in un finale dove tutto è il contrario di tutto? Almeno in questa versione.
Alla fine vincono sempre i buoni principi?
Non ve lo dico.
 
Vi dico solo che i costumi sono meravigliosi, la scenografia ha un senso logico nella sua inesistenza, anche se si tratta di un’idea già vista e rivista. Ma è l’opera, l’aria chic che si respira quando si entra a teatro che ci ricorda di spegnere l’iphone e di calarci sul palco (idealmente) per essere vittima e carnefice allo stesso tempo. Se poi aggiungete che ho visto l’opera prima di Valeria Marini che arriverà come sempre in pelliccia il 7 dicembre… beh, l’opera regala sempre grandi soddisfazioni.  
 
E per concludere. A quel cafone che si è alzato a metà del secondo atto, seduto davanti a me perché a suo dire gli faceva male la gamba ma in realtà voleva solo vedere meglio il lato b dell’attrice, ricordati: non si indossa mai una giacca viola a teatro. Soprattutto se orribile come la tua. 

Se avete bisogno compulsivo di fashion, consigli o soltanto voglia di farmi qualche domanda potete scrivermi qui  


Grazie a:
www.treatroallascala.it






02 dic 2011

Degustibooks 2011


Per prima cosa vorrei scusarmi con voi perchè ieri non sono riuscito a postare la rubrica Fashion & Food, purtroppo tra un viaggio e l'altro non ho fatto in tempo ma settimana prossima vi stupirò!  Passiamo al post di oggi...

30 nov 2011

Ci facciamo un saccoccio?


Un paio di settimane fa io e Anto siamo stati alla presentazione dei nuovi Saccocci Buitoni, un ritrovo fra amici e blogger, e un posto dove poter mangiare cibo di qualità.

Milano, teatro 7, una location bella e professionale, infatti questo post serve anche a ringraziare Francesca per avermi invitato.

Oltra alla presentazione dei nuovi prodotti Buitoni ne abbiamo assaggiati altri, come l'impasto per i tortini al cioccolato o le varie paste sfoglie e brisèe.
Ma il mio preferito è il preparato per le costine, a dir poco favoloso!!!


Insomma tra saccocci e dolcetti non mancava il vino e il prosecco e non vi dico quanto ne abbiamo bevuto, quindi vi lascio con qualche foto che è meglio!


Provateli vedrete che vi piaceranno

24 nov 2011

My house. My rules. My pleasure. - Fashion & food #8


Woooooo che vento. Freddo. Finalmente, ci voleva. Anche l’autunno al suo perché e finalmente è arrivato, in grande stile, ovvio. Temperature basse, nebbia (si, sono uno stimatore della nebbia a Milano!), foglie gialle, che finalmente cadono dagli alberi, e cachi a volontà al banco frutta insieme alle castagne. Una sferzata di vento autunnale.
Ma il vento autunnale non è l’unico a soffiare.
Proprio l’altro giorno, il 17 Novembre alle ore 9:00 alcuni negozi H&M hanno esposto la collezione limitata disegnata da Versace per la catena di negozi svedesi.
Karl Lagerfeld è stato il primo a inaugurare la tradizione del “guest desiger” di H&M, seguito da Stella McCartney, Victor and Rolf, Roberto Cavalli, Mettew Williamson. Idea geniale. Lo stile, il design. Anche low cost.

23 nov 2011

Crema di spinaci con crostini di pane all'aglio


In questi giorni freddi ormai preparare creme e zuppe è una routine, che poi a me piacciono tantissimo e le mangio soprattuto la sera, dopo la palestra sono ottime.

Ovvio che non è che tutte le sere mangio il minestrone, devo variare altrimenti mi buttano fuori casa, che poi pranzi e cene sono sempre io a prepararli, vabbè!
Dicevo, questa crema bisogna cuocerla rapidamente, è molto semplice e gustosa, vedrete.

400g di spinacini freschi
1 scalogno
1 patata
20g di burro
3 cucchiai di olio extra vergine di oliva 
noce moscata qb.
sale e pepe qb.
300 ml brodo di verdure
pane
1 spicchio di aglio

per prima cosa affettate lo scalogno e fatelo soffriggere con il burro e con l'olio, ora aggiungere la patata tagliata sottilissima (così si cuocerà in pochi minuti), aggiungete gli spinaci lavati e tagliati a coltello, poi il brodo e fate cuocere il tutto per pochi minuti, salate, pepate e aggiungete un pò di noce moscata.  Quando raggiungete la consistenza corretta frullate il tutto.

Per fare i crostini invece accendete il forno a 200 gradi e mettete il pane tagliato con un pò di aglio e dell'olio, fateli cuocere per circa 15 minuti.

21 nov 2011

Gamberi, ricotta e cocco





Insomma lo so che è un abbinamemto strano (tanto per cambiare direte voi!) ma vi posso assicurare che è ottimo. 
Questo è un piatto, che ho fatto per la prima volta quando ero ai Caraibi;  vi servono pochi ingredienti ma di qualità.

Ovviamente io poi ho aggiunto le micro insalatine ma se non le trovate potete usare anche dei germogli o dell'insalata tagliata a julienne finissima. 

Partiamo dalla cottura dei gamberoni, fiamma alta, padella calda  e una leggera scottata veloce con olio extra vergine di oliva.  I gamberoni sono molto delicati quindi fate le cose fatte bene. Ricordatevi di dargli una spruzzata di lime. 

L'ideale sarebbe fare una cottura confit ma non è facile di conseguenza direi che come ve l'ho descritto va più che bene. 
Bisogna preparare la ricotta, se la prendete vaccina va bene, la condite con un pó di olio, sale e pepe e poi fate delle quenelle che andranno passate nella granella di cocco. 

Servite i gamberoni con le quenelle di ricotta al cocco e un insalatina di pompelmi rosa e gialli. 
È da provare, a me piace molto e penso che questo antipastino l'ho rifaró la vigilia di Natale. 

17 nov 2011

Urban style - Fashion & Food #7

 
Immaginate un fiume che attraversa una città con due ampie anse disegnando il volto di una bellissima donna dal piglio elegante e regale.
Immaginate un’isola con una gotica cattedrale che terrorizza e affascina allo stesso tempo.
Immaginate una torre di ferro, scura che domina la città.
Immaginate vetrine di grandi griffe che si ergono imponenti, roboanti con i loro nomi accanto a piccole boutique di ignoti designer impegnati a creare uno stile tutto innovativo nel retro, la sera dopo la chiusura. 
 
 
Immaginate palazzi regali, accanto a dimore borghesi che si lasciano annientare dalla sommessa eleganza di piccoli palazzi appartenuti a poveri commercianti di qualche secolo fa.
Immaginate gente che cammina come fosse uscita da una sfilata di moda accanto a clochard che dormono infreddoliti in una città il cui inverno è tanto freddo da scaldare l’animo di chi la vive.
Immaginate gente che cammina improvvisando uno stile metropolitano, che sperimenta, crea guardando nel proprio armadio ogni giorno con la stessa immaginazione di un bambino davanti ad foglio di carta con tanti pastelli in mano. 
Immaginate sale d’aspetto surreali dove accanto a banali poltrone compaiono semplici e colorate sdraio da mare. 
 
 
Immaginate la città con un paio di sneaker ai piedi per camminare lenti tra i negozi e veloci tra una fermata e l’altra della metropolitana.
Immaginate piccoli bar di sconosciuti proprietari che condividono la città con caffè di multinazionali incapaci di annientare la gustosa eleganza della tradizione.
Immaginate gente che batte freneticamente i tasti di un freddo pc davanti ad una tazza di cioccolata in un caffè poco affollato. 
 
 
 
Immaginate di essere in quel caffè a osservare queste persone che entrano ed escono, che scrivono, lavorano, conversano.
Immaginate il profumo di un muffin al cioccolato e noci e una donna che imbocca teneramente la propria compagna.
Immaginate stili diversi che passano in osservati nella stravagante eleganza di una città dal fascino annientante.
Ecco. Immaginate lo stile. Anche urbano. Parigi.

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14 nov 2011

I pizzoccheri di Teglio



Allora l'altra settimana alcuni di voi hanno tirato fuori i  pizzoccheri... Ovviamente io ne vado pazzo per i pizzoccheri e pensavo fosse troppo presto per farli, invece non ho restitito e mi sono attrezzato a dovere.

In realtà non ho mai avuto una ricetta dei pizzoccheri perchè sono sempre andato a mangiarli dopo una bella giornata di snowboard, quindi mi sono attrezzato e ho cercato una ricetta che mi avevano detto tempo fa in Valtellina, quella dell'Accademia del pizzocchero, vi invito a guardare la loro pagina web perchè è molto interessante, anche la ricetta è ottima. 

Ingredienti (per 4 persone):
400 g di farina di grano saraceno
100 g di farina bianca
200 g di burro
250 g di formaggio Valtellina Casera dop

150 g di formaggio in grana da grattugia
200 g di verze
250 g di patate
uno spicchio di aglio, pepe

Mescolare le due farine, impastarle con acqua e lavorare per circa 5 minuti.
Con il mattarello tirare la sfoglia fino ad uno spessore di 2-3 millimetri dalla quale si ricavano delle fasce di 7-8 centimetri. Sovrapporre le fasce e tagliarle nel senso della larghezza, ottenendo delle tagliatelle larghe circa 5 millimetri.


Cuocere le verdure in acqua salata, le verze a piccoli pezzi e le patate a tocchetti, unire i pizzoccheri dopo 5 minuti (le patate sono sempre presenti, mentre le verze possono essere sostituite, a secondo delle stagioni, con coste o fagiolini).

Dopo una decina di minuti raccogliere i pizzocheri con la schiumarola e versarne una parte in una teglia ben calda, cospargere con formaggio di grana grattugiato e Valtellina Casera dop a scaglie, proseguire alternando pizzoccheri e formaggio.
Friggere il burro con l'aglio lasciandolo colorire per bene, prima di versarlo sui pizzoccheri.
Senza mescolare servire i pizzoccheri bollenti con una spruzzata di pepe.

E poi godetevi questo piatto divino.

12 nov 2011

Pollo, zucca e asparagi


Che buono, alla fine ho usato tutti gli avanzi che avevo in frigorifero.
Il pollo in congelatore non manca mai, e di zucca in questo periodo sono pieno.  Insomma è bastato poco per trasformare la pizza dell'ultimo minuto in ottima cenetta fra amici.

11 nov 2011

Gnocchi di patate, verza e prosciutto.


Insomma di sicuro non è un piatto leggero ma vi posso assicurare che è buono!
Ovviamente se fate gli gnocchi fatti in casa tutto ha un senso, non fate i furbi che li andate a comprare altrimenti non vale...  e non è un piatto adatto da fare a cena, che poi date la colpa a me se sognate in tecnicolors.

10 nov 2011

Effetto zucca - Fashion and Food #6



Alessandro mi ha proposto un menù tutto arancione. Monocromatico. Pieno di zucca, ovviamente di stagione!  Ovviamente buonissimo. 
Sempre ovviamente, non intendendomi di cucina al contrario di voi, il mio primo pensiero non va a quanto tempo deve cuocere la zucca, ma a ragionare se sia appropriato servire pietanze tutte della stessa tonalità di colore.  
 
Per fortuna in cucina a colori uguali non corrispondono sapori, consistenze e profumi uguali. Quindi offrire un menù monocromatico può essere anche una situazione divertente e piacevole. Molto piacevole soprattutto per il palato ed educativa per chi pensa che l’arancione sia solo associabile al sapore dell’aranciata.
 
Nello stile però non è lo stesso. Anzi, a colori uguali corrispondo purtroppo effetti diversi (spesso devastanti).
 
Proprio l’altra sera guardavo un programma tv in cui hanno mostrato la sfilata della collezione autunno inverno 2011 di Isaac Mizrahi, stilista newyorkese molto bravo ma la cui popolarità, ahimè, sta spesso sulle montagne russe. Il suo stile è lineare ed essenziale ma al tempo stesso accattivante senza dover mischiare righe, fantasie, colori impensabili insieme. Una sensualità austera.
In questa sfilata, ogni uscita degli abiti di punta della collezione è accompagnata da torte in tono con i colori e le fantasie dei tessuti. 
 
 
Bello, devo ammettere. Sulla passerella l’effetto era bello. Ma a tavola? Come si diceva nei programmi per bambini: “non provate a farlo a casa se non sotto la supervisione di un adulto”.  Io direi, non provateci e basta.
 
Mi sono sforzato ad immaginarmi ai fornelli a cucinare il menù tutto arancione di Alessandro. Già immaginarmi ai fornelli è un pensiero davvero destabilizzante per me. Ho aggirato quindi questa immagine per arrivare direttamente all’evento conviviale. Porto la cena a tavola e, come nella sfilata, ciò che indosso ha lo stesso colore di ciò che servo nel piatto. Arancione. Tutto arancione.
 
Ecco, l’effetto zucca di Halloween è assicurato. Sia per espressione terrorizzata e terrorizzante (dopo essere stato ai fornelli a cucinare) sia per le fattezze più o meno simili.
 
Se avete bisogno compulsivo di fashion, consigli o soltanto voglia di farmi qualche domanda potete scrivermi qui  
 
Grazie a:


08 nov 2011

Orecchiette con polpettine in Cocotte all'italiana, Babs style.


Ovvero Barbara Torresan.  Devo dire che ho avuto il suo libro in anteprima in cambio di 2 kg di patate viola, con tanto di dedica (non so forse no lo dovevo dire ma alla fine che male c'è!)

"Una raccolta di ricette classiche o creative, per il pranzo di tutti i giorni o per le occasioni speciali, dolci o salate, per tutta la famiglia o monoporzione.  Chic e di tendenza, la cocotte vi sorprenderà ogni volta... Per tutte le occasioni, tutti i gusti, tutte le voglie!"

In effetti sfogliandolo è molto bello, trovo che Barbara abbia fatto un bellissimo lavoro, ancora non sono riuscito a fare nessuna ricetta (perchè lo ammetto, ancora non ho una cocotte) ma presto mi metterrò all'opera.  E le orecchiette con le polpettine alla Babs style non mancheranno sulla mia tavola!  Ovviamente la ricetta ve la guardate sul libro.



Edito da Guido Tommasi, collana "Variazioni golose", con fotografie di Alessandro Guerani, la "Babs nazionale" autrice del suo primo libro... food blogger ormai conosciutissima e food stylist di grandi marchi, come Barilla e Aia, ci regala ricette davvero per tutti i gusti dai primi piatti ai dolci per poi passare alla sezione dei consigli golosi.

Insomma cari amici correte in libreria a comprarlo e poi fate i complimenti a Barbara, brava!!!
Barbara Torresan - Cocotte all'italiana - Guido Tommasi Editore - ISBN 9788896621431

07 nov 2011

Muffins con patate e cannella


A dir poco strepitosi!
Tutto è iniziato qualche giorno fa perchè volevo fare dei muffins con le patate viola e quindi ho iniziato a fare degli esperimenti...

05 nov 2011

Il pollo, il cuoco e la motocicletta


"Ogni ricetta è scritta in allegria e senza la pretesa di insegnare: vuole solo essere un modo per ricordare a me stesso che aprire gli occhi e ragionare in maniera creativa, è quasi sempre un vantaggio", queste sono parole che leggendo, in antemprima, il libro di Sergio mi hanno colpito molto.  Ed è vero perchè la cucina è allegria e cucinare non vuol dire passare le giornate tra le mura domestiche.

Il pollo, il cuoco e la motocicletta, è cosi che Sergio Maria Teutonico, amico prima di tutto e collega a Chef per un giorno, chiama il suo nuovo libro... Pazzamente strepitoso, ironico, diretto e innovativo.

E' articolato in vari capitoli, con varie ricette, una più "nuova" dell'altra.  Ma la novità sono i metodi di cottura, si parte con la cottura in lavastoviglie per poi passare sul termosifone di casa.  Ovviamente i miei dolcetti preferiti (i macarons) Sergio li cuoce sul cruscotto dell'auto e il polpo al cartoccio sui collettori della moto!

Insomma inutile dire che è un manuale di cucina pratico ed ecologico, eh si perchè vi aiuterà anche aridurre gli sprechi...da leggere, da studiare e soprattuto da portare come un ottimo compagno di viaggio, molto utile per tutti coloro che come me e Sergio sono avventurieri del gusto e amanti delle motociclette.

Il pollo, il cuoco e la motocicletta
di Sergio Maria Teutonico
Edizioni l'Età dell'Acquario - collana Anteprima

04 nov 2011

Zuppetta di cannellini e patate


E alla fine mi ristrovo a cucinare sempre zuppe!
Lo so no ci posso fare a meno, e poi ragazzi una zuppa la sera con questo freddo e tempo uggioso che c'è fa sempre piacere non credete?
Comunque cambio sempre, non vi potete lamentare, ogni tanto verdure, ogni tanto cereali e l'altro giorno avevo proprio voglia di legumi, e i fagioli cannellini mi fanno impazzire.

03 nov 2011

Don't tell me - Fashion and food #5


Zucca o carote? Baccalà o merluzzo?
Per introdurre alcune delle sue squisite ricette Alessandro utilizza alle volte delle domande: in cucina è bene porsele. Io di solito mi chiedo sempre quanto sale buttare nell’acqua per la pasta o per quanto tempo cuocere la lasagna precotta (e quasi premasticata) nel microonde. Domande, per me, esistenziali, insomma.

Anche nella vita è buona prassi porsi delle domande. Sempre. Oggi vorrei soffermarmi su quelle che non hanno una risposta, quelle il cui perché è una verità così trascendente da non poter essere verbalizzata. Quelle che ci fanno dire: ovvio, no?

Giustamente di fronte alla zuppa che stavo per assaggiare a casa di Alessandro, ho chiesto se fosse carota o zucca: i colori dei due ortaggi si assomigliano molto soprattutto quando ridotti a un delizioso stato denso. Alessandro mi ha spiegato che ovviamente si trattava di zucca (ovvio, no?), perché, si sa, frutta e verdura di stagione sono più indicate di quelle fuori stagione.
Così non ho potuto fare a meno di pensare allo stile. Ogni stagione ha il suo. Ovvio, no?

Voi provetti cuochi saprete bene che una zuppa di zucca a ferragosto non è molto indicata, soprattutto perché trovare una zucca dal fruttivendolo sotto casa in quel periodo è un’impresa quasi impossibile. Lo stesso vale per determinati accessori, tessuti, fantasie e materiali. Se non si trovano facilmente nei negozi, un motivo ci sarà, ovvio no?

Se Madre Natura, o chi per essa, ha deciso che le zucche arrivano al banco ortofrutta del supermarket a Ottobre, ci avrà pensato bene, ovvio, no? Pur rimanendo a noi sconosciuto, il motivo c’è.
Allo stesso modo non è dato sapere perché lo stile country e lo stile marinaretto abbiano fatto una breve comparsata sulle passerelle qualche stagione fa e poi siano scomparsi clamorosamente. Un (ottimo!) motivo per questa prematura scomparsa ci sarà.

Certi stili, come la frutta e la verdura, hanno vita intensa durante la loro stagione, vengono proposti da grandi stilisti e poi fanno capolino (per troppo tempo) tra gli scaffali “moda” dei grandi supermercati, svaniscono lasciando un colmabile vuoto e infine tornano prima o poi (e in alcuni casi si spera sempre molto poi).

Non c’è un perché: per questo motivo evitiamo di pensare che se un capo andava di moda qualche stagione fa, allora possiamo indossarlo anche oggi.  Solo il classico e il vintage vanno sempre bene. Come un abito nero, semplice ed elegantissimo di Dolce e Gabbana o la tuta Adidas Originals.


È ciò che è capitato a un mio amico pochi giorni fa. Ero a casa, riposavo sul divano mezzo addormentato quando mi chiama. Sto comprando una camicia di jeans a maniche lunghe - mi dice senza neanche salutarmi - il commesso dice che mi sta molto bene, la compro?
Domanda inutile, riattacco. Ovvio, no? Fa troppo video “Don’t tell me” di Madonna. Solo lei se lo può permettere.

Se avete bisogno compulsivo di fashion, consigli o soltanto voglia di farmi qualche domanda potete scrivermi qui  

Grazie a:
www.fox.com/glee
www.dolcegabbana.it
www.madonna.com

02 nov 2011

Spezzatino o bocconcino?


Spezzatino o bocconcini, potete chiamarli come volete. Al ristorante l'ho chiamato spezzatino, in effetti credo che faccia più chic! In questa versione l'ho servito con patate e piselli ma se lo fate anche un pò di verdure viene delizioso.

01 nov 2011

Risotto alla zucca e pancetta


Perchè noi la chiamiamo pancetta, e non bacon vero?
Ecco è periodo di zucca e quando ho postato la crema di carote mi avete detto che preferite la zucca... et voilà!
Mi piace la zucca, ma il risotto con la zucca lo trovo molto povero (in effetti lo è) ma intendo di sapore, e quindi tutte le volte che lo faccio cerco di arricchirlo con qualcosa di più saporito, oggi ho preferito la pancetta, rigorosamemte dolce e non affumicata, però ci starebbe bene anche della salsiccia, senza il finocchio.

Insomma c'è chi lo fa con la zucca e gli amaretti oppure con la zucca e i gamberetti, o con i funghi o con il gorgonzola, a me fatto con la carne piace molto, e come carne intendo la pancetta o la salsiccia.  Sostanzioso, saporito e colorato, sì sì mi piace proprio.

30 ott 2011

Hallowe'en...


Oppure anche Halloween, si perchè come l'ho scritto nel titolo è più uno slang!
Alla fine è la vigilia di tutti i Santi , da noi è una festa un pò più religiosa, infatti non abbiamo le usanze che hanno in America.  Noi facciamo il pan dei morti e ci limitiamo a prepare qualche pietanza con la zucca, ma ormai bisogna adattarsi alle ricorrenze mondiali.
E quindi anche noi ci adattiamo al "dolcetto o scherzetto", o meglio solo il dolcetto sta andando di moda,  alle feste in maschera!

28 ott 2011

Muffins che passione!


Ormai hanno invaso il mondo, dolci, salati, glassati e decorati!
Questi dolcetti "made in UK" quest'anno hanno davvero invaso i libri e anche il web.  E poi adesso è anche periodo visto che Halloween si avvicina, anche se forse questi muffin che ho fatto ai bambini non piacciono molto. Comunque andiamo avanti.

L'altro giorno stavo pensando che nel blog non avevo ancora postato nulla del genere e, visto che ho cotto una marea di cime di rapa, mi sono detto: quasi quasi faccio i muffin!
Quindi per farla breve vi faccio vedere come sono venuti i muffin alle cime di rapa (o friarelli, broccoli invernali praticamente!); li ho serviti come accompagnamento del merluzzo cotto in umido (rigorosamente in bianco), al posto della polenta, insomma poi voi potete fare come volete, intanto vi do la ricetta.

27 ott 2011

Diverso. Punto. Fashion and Food #4


Alessandro mi ha suggerito un menù tutto vegetariano per chi, come alcuni miei amici, non consuma nella propria dieta alimenti quali carne, pesce e altri prodotti di derivazione animale.

Amo la verdura. Amo sgranocchiare insalata belga davanti alla tv e mangiare enormi insalate, amo le verdure cotte, stufate, vaporizzate, sminuzzate, passate e crude, soprattutto se fresche e tenere – il cuore dell’insalata iceberg deve essere sempre mio!
No, non sono vegano né tanto meno vegetariano. Amo troppo la carne (soprattutto se poco cotta), le grigliate di pesce, il tuorlo di un uovo freschissimo con lo zucchero e tanto burro nelle torte. Non riesco oggettivamente a immaginare per me una dieta senza questi alimenti. Più che altro forse per la pigrizia di provare qualcosa di diverso, che poi, tanto diverso non è.


Cosi non ho potuto fare a meno di pensare a quante cose belle e buone rinunciamo ogni giorno nella nostra vita per la paura di provare ciò che è diverso. Ad esempio il seitan. Non pensavo fosse cosi buono ed ora non riesco a farne a meno.

E nello stile? Come sempre anche l’occhio vuole la sua parte e non si può fare a meno del buon gusto. E visto che si parla di provare cose nuove, alle volte il buon gusto è anche scegliere di indossare qualcosa che non piace a prima vista ma di cui poi non possiamo più fare a meno.

Un esempio (tratto dalla mia personale esperienza): le calze a righe colorate. Le odiavo, fin da bambino. Il calzino doveva essere a tinta unita e mai a righe per me. Ora il cassetto delle mie calze è un tripudio di righe, colori mai visti e improbabili. Non ci posso fare nulla, ormai è una dipendenza.

Un altro esempio: una mia carissima amica ha sviluppato una dipendenza da lusso.  Ora ripone tutto ciò che le donne portano nelle borse (mai capito cosa esattamente!) in costosissime Louis Vuitton. Fino a poco tempo le odiava e sfoggiava contenitori di varia forma, consistenza e materiale che lei definiva borse.

Alla fine, tutto cambia. I sapori a tavola, la moda, gli usi e i costumi della gente. Allo stesso tempo però tutto in qualche modo torna. Come quella recondita necessità di provare qualcosa di diverso: tutti ce l’hanno, basta solo non avere paura ed assecondarla.

E per chi ha invitato dei vegetariani o vegani a cena e ne è consapevole, per favore, evitiamo la classica frase: sei vegetariano, e come mai? Non è di buon gusto e nessuno vi chiede mai: mangi la carne, e come mai?

Se avete bisogno compulsivo di fashion, consigli o soltanto voglia di farmi qualche domanda potete scrivermi qui  

Grazie a:

www.gallospa.it
www.louisvuitton.com

26 ott 2011

Quello toscano l'è più bono!


Non è amato da tutti ma il periodo è proprio quello giusto... È sì, almeno qui a Milano piove e inizia a fare freddino direi.
Per esempio a me non piace ma mio papà ne va matto; c'è da dire che ci sono molte riccette del castagnaccio, infatti varia di regione in regione, quello più classico è fatto con farina di castagne, pinoli e uvetta.

24 ott 2011

Presentazione libro: In due c'è più gusto (sorelle in pentola)


Oggi niente ricette!
Vi parlo di loro, le sorelle in pentola, ovvero le sorelle Maci, amiche, colleghe e grandi cuoche!
Chiara l'ho conosciuta l'estate scorsa, alla prima edizione di cuochi e fiamme, mentre Angela l'ho conosciuta per la prima volta al food blogger day e mi sono state subito simpatiche.

Mondadori Duomo a Milano, ore 18.30, sala conferenze piena; a presentarle Simone Rugiati, famoso chef (e collega), condutture di Cuochi e Fiamme su la7.


L'atmosfera è fresca, un pò di timidezza all'inizio ma c'è Simone che tiene testa a tutto, le sorelle presentano il loro primo libro: In due c'è più gusto. "un libro di ricette, volutamente fatto senza foto perchè è così che lo vogliamo, un libro semplice da poter tenere in cucina, sporcare e impiastrare di ricette, un libro che deve avere il profumo di cucina e che non dobbiamo avere paura di sporcarlo", è così che lo presentano.

Il libro è suddiviso in ingredienti e ogni ingrediente ha due ricette, una visione diversa a seconda del punto di vista delle sorelle.
La presentazione continua con la lettura delle due introduzioni, quella di Chiara e quella di Angela, insomma un libro tutto da scoprire, da provare, da sfogliare e anche da regalare...
E' anche economico e alla portata di tutti, e poi è il libro delle blogger più famose d'Italia, 120 ricette, 60 ingredienti, e ogni ricetta è seguita da un pensiero, un aneddoto.

Insomma amici, io la mia copia autografata ce l'ho voi cosa aspetta a correre il libreria?
In bocca al lupo alle sorelle in pentola!